Firmato Nauta Design, consegnato a Città del Capo, il terzo esemplare della serie semi custom da 33 metri nasconde un salotto segreto che si apre a pelo d’acqua e riscrive le regole del lusso a vela.
Ci sono barche che impressionano per le dimensioni, altre per la velocità, altre ancora per la ricchezza dei materiali. E poi ci sono quelle che colpiscono per un’idea, una di quelle intuizioni semplici e geniali che fanno pensare “come mai nessuno ci aveva ancora pensato sul serio?”. Kalantis, il nuovo 108 piedi firmato Southern Wind con design integrale dello studio milanese Nauta, appartiene esattamente a questa categoria.
È un sailing yacht di trentatré metri, terzo esemplare della pluripremiata serie semi custom SW108, consegnato da pochissimo ai suoi giovani armatori a Città del Capo. E porta con sé una novità che promette di far parlare a lungo chi il mare lo vive davvero.
Il salotto che nasce dal mare
Il cuore di Kalantis si chiama Seaside Lounge, ed è un’invenzione nata dalla collaborazione diretta tra Southern Wind e Nauta. A prima vista la poppa ha la pulizia formale delle grandi barche a vela contemporanee: linee tese, superfici continue, sobrietà italiana.
Ma è sufficiente azionare un meccanismo e lo specchio di poppa si apre, si dispiega, si trasforma. In pochi istanti quello che era uno spazio tecnico diventa una terrazza affacciata sull’acqua, un ampio ponte a filo con la superficie del mare dove sdraiarsi, cenare, leggere, semplicemente stare.
Non è soltanto un artificio meccanico. È una filosofia del tempo libero in barca. La Seaside Lounge cambia identità nell’arco della giornata: al mattino è un solarium inondato di luce dove la colazione ha il sapore del sale.
Nel pomeriggio diventa un divano a pelo d’acqua per un caffè al riparo dal vento, con i piedi che quasi toccano le onde.
Alla sera si trasforma in una piccola sala cinema sotto le stelle, con la colonna sonora più bella del mondo, quella del mare che respira a pochi centimetri. Non è un ambiente, è un’atmosfera che cambia vestito insieme alla luce, dall’alba alla notte inoltrata.

Le linee di chi sa navigare davvero
Kalantis non è soltanto un’idea bella. È anche una barca seria. La coperta è completamente flush, senza discontinuità che spezzino lo sguardo.
La geometria GT, già collaudata con successo su altri gioielli della gamma come Taniwha, Nyumbae Gelliceaux, è stata ulteriormente affinata. La tuga ribassata disegna un profilo filante, quasi predatorio, che promette performance vere una volta issate le vele.
È la combinazione perfetta per i suoi armatori, una coppia giovane e dinamica che ha chiesto espressamente una barca capace di unire l’adrenalina della bolina stretta e il comfort delle lunghe crociere oceaniche.
Kalantis è esattamente questo: una barca che la mattina ti fa sentire il cuore in gola mentre taglia le onde di traverso e la sera ti culla in una baia deserta come se il mondo non esistesse più.

Sotto coperta, la luce come protagonista
Scendendo nel quadrato, la prima cosa che colpisce non è un mobile né un rivestimento.
È la luce. Grandi finestrature a murata in tutte le cabine, uno skylight nella tuga di prua, un dialogo costante tra il dentro e il fuori che fa dimenticare di essere sotto il livello della coperta.
Lo studio Nauta ha costruito gli interni su un contrasto elegante tra tonalità chiare e legni scuri di noce, con dettagli in tessuto Loro Piana che aggiungono quel tocco sartoriale che solo il design italiano sa regalare senza ostentare.
Quattro cabine, tutte con bagno en suite: la suite armatoriale a prua, pensata come un rifugio intimo, una cabina ospiti singola e due cabine convertibili a poppa.
Il quadrato è un open space che si estende in una zona TV a dritta, amplificando la sensazione di vivere in una casa galleggiante dove ogni finestra è un quadro diverso che cambia con la rotta.

Una collaborazione che funziona
Massimo Gino, cofondatore e CEO di Nauta, racconta Kalantis come uno yacht in cui la grinta sportiva e l’impronta contemporanea trovano una perfetta corrispondenza tra esterno e interno.
La collaborazione con Southern Wind, dice, funziona perché il cantiere sudafricano combina in modo unico lo stile italiano e le prestazioni oceaniche, e questa alchimia si sposa naturalmente con l’approccio dello studio milanese. Con questo terzo SW108 il dialogo tra i due si arricchisce di un capitolo che potrebbe essere il più riuscito finora.

Non una barca, un invito
Guardando Kalantis ormeggiata nelle acque di Città del Capo, pronta a cominciare la sua vita sul mare, si ha la sensazione che la Seaside Lounge non sia soltanto un colpo di genio progettuale.
È un modo nuovo di pensare il rapporto tra chi naviga e l’acqua: un invito a non guardare più il mare dall’alto di un pozzetto ma ad abitarlo, a toccarlo, a lasciarsi accarezzare dalle onde senza rinunciare alla protezione di uno scafo.
A volte basta un’intuizione semplice e generosa. Aprire la poppa e lasciare che il mare entri a far parte della casa.